Fight Club 2.0
Against The New World Order
Marcianò - Scie Chimiche - Milano 19/04/2009
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Marcianò - Scie Chimiche - Milano 19/04/2009
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20 Apr 2009Jingle Fight Club 2.0
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Il Nostro Jingle da usare per i file Audio
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18 Apr 2009Scie chimiche. Cosa sono?
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Anche se pochi ancora le conoscono, quello delle scie chimiche è un fenomeno che ha assunto ormai una dimensione mondiale. In Germania come negli Stati Uniti, in Italia come in Canada, può capitare che il cielo terso di una giornata qualunque venga improvvisamente attraversato da misteriosi aerei, senza nessuna insegna particolare, che lasciano sul loro percorso una scia molto simile a quella dei normali aerei di linea. Con la differenza che queste scie, invece di dissolversi nell'arco di qualche minuto, rimangono perfettamente visibili per lunghe ore, ed iniziano ad allargarsi, fino ad arrivare a toccarsi l'una con l'altra.
Viene così a formarsi una spessa cortina nuvolosa, che molte volte arriva a coprire l'intero arco di cielo visibile.
Ufficialmente però, le "scie chimiche" (che in inglese sono dette "chemtrails") non esistono. Di fronte a numerosissime petizioni, richieste di chiarimenti, e vere e proprie interrogazioni parlamentari nei vari paesi del mondo - Italia compresa - nessun governo ha mai riconosciuto ufficialmente la loro esistenza.
Questo breve video descrive la giornata di un abitante della Sardegna, che il 12 febbraio scorso ha deciso di armarsi di macchina fotografica, e di percorrere in lungo e in largo la zona in cui abita, fotografando il cielo dall'alba fino al tramonto.
Massimo Mazzucco
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18 Apr 2009Le alternative per un nuovo ordine mondiale - Johan Galtung
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Il mondo è dominato dalla spirale guerra-terrorismo. La sola alternativa possibile è una prospettiva politica che metta al centro il ripudio della guerra e della forza militare come strumento per la risoluzione dei conflitti e la democrazia. La Conferenza tenuta all'Università di Roma dal professor Johan Galtung, insigne teorico e fondatore, nel 1959, dell'International Peace Research Institute di Oslo.
Johan Galtung
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Johan Galtung (Oslo, 24 ottobre 1930) è un sociologo e matematico norvegese, fondatore nel 1959 dell'International Peace Research Institut e della rete Transcend per la risoluzione dei conflitti.
Johan Galtung (secondo da sinistra) con A. T. Ariyaratne (penultimo) in Sri Lanka.
È uno dei padri della peace research (o peace studies). Le sue opere ammontano a un centinaio di libri e oltre 1000 articoli. Le istituzioni internazionali si sono spesso rivolte a lui per consulenze tecniche in fatto di mediazioni di conflitti.
Il padre e il nonno del professor Galtung erano medici, sua madre un’infermiera: in un'intervista egli ebbe a dichiarare che «La mia intera famiglia era dedita alla cura della malattia. Ciò mi ha educato alla credenza ottimistica che ogni problema può essere risolto».
Anziché diventare un dottore che cura le malattie del corpo, Galtung divenne uno studioso delle malattie che affliggono la razza umana nel suo complesso: la guerra e la violenza. Galtung ha infatti inventato un nuovo settore di studi delle scienze sociali la peace research, una disciplina che si sta affermando nelle Università di tutto il mondo e da ultimo, lentamente, anche in Italia.
Di primo acchito può forse sfuggire l’innovazione apportata da Galtung alle scienze umane, ma è sufficiente osservare che prima di Galtung non esistevano centri di studi sulla pace. Certamente esistevano studiosi di problemi militari. Ma definire la pace come assenza di guerra è, secondo Galtung, come definire la salute come assenza di malattia.
Il punto di forza del pensiero di Galtung è quello di avere fatto della pace un concetto ben determinato, al centro di un vastissimo campo di ricerche. Sua è la concettualizzazione di pace negativa (assenza di guerre), positiva (tensione verso una società più giusta), nonviolenta (superamento delle ingiustizie con mezzi nonviolenti).
Per chi pensasse al professor Galtung come a un compassato accademico, ecco un episodio che mostra come anche i teorici sappiano essere coerenti con le loro idee a prezzo di rischi personali. Nel 1968, durante una conferenza nella Germania dell’est, iniziò a criticare l’intervento militare del Patto di Varsavia a Praga avvenuto nella primavera dello stesso anno: venne subito afferrato braccia e gambe da due robusti uomini vestiti di nero e trasportato via di peso. Siccome il microfono era acceso continuò a parlare per un certo tempo, poi fu infilato su un’auto e portato all’aeroporto.
L’indagine di Galtung sulla pace e la nonviolenza parte da Gandhi e passa per il buddhismo, che gli appare come l’unica filosofia in grado di spiegare pienamente l’essenza della pace. Ma il sincretismo proprio del suo stile di pensiero lo porta a ricercare idee interessanti e feconde in ogni orizzonte culturale:
« In quanto norvegese, sono molto più pragmatico di un francese o dei tedeschi. Mi sembra naturale prendere una cosa qui, un’altra là, e mescolarle. Conoscendo un po’ le religioni, ho trovato qualche idea meravigliosa e affascinante che posso usare come riferimento nella mia vita. [...] Non credo nelle barriere. È molto più eccitante non curarsi delle barriere e scoprire vaste aree di saggezza... »
L’attività di Galtung non è puramente accademica, perché il suo ruolo di consulente in situazioni di conflitto ha spesso portato a risultati concreti. Per esempio, in un dissidio relativo alla linea di frontiera fra Perù ed Ecuador, la proposta di Galtung constava di quattro parole (pare che le soluzioni ai conflitti debbano poter essere formulate così): area binazionale, parco naturale. Proposta accettata.
Il segreto dell’arte della mediazione nonviolenta? «In primo luogo identificare i partecipanti, fare una ricognizione dei loro obiettivi, e trovare le loro contraddizioni ; in secondo luogo distinguere fra obiettivi legittimi e illegittimi ; infine costruire ponti fra rispettive posizioni legittime» (intervista2).
È il concetto di costruzione di ponti a dover guidare la mediazione. Normalmente si parla di compromessi, ma la parola, anche in italiano, ha una connotazione negativa, implica l’idea che nella migliore delle ipotesi ci sia una perdita del 50% per ciascuna delle parti. La mediazione può far emergere nuove possibilità (come l’area binazionale fra Perù ed Ecuador trasformata in parco naturale), ci si può accorgere che la situazione non è necessariamente un gioco a somma zero dove quello che guadagna l’uno lo perde l’altro.
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18 Apr 2009Jack Folla - 15/01/02 - Alcatraz un Dj nel braccio della morte (Diego Cugia)
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17 Apr 2009No Trusted Computing
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Cos'è il Trusted Computing?
Il Trusted Computing (TC) è una tecnologia che utilizza hardware e software, basata sulla crittografia a chiave asimmetrica, per l'attuazione di meccanismi di controllo sui dispositivi digitali.
Le specifiche derivano da quelle del Trusted Computing Platform Alliance (TCPA) e sono redatte dal Trusted Computing Group (TCG), un'organizzazione di cui fanno parte praticamente tutte le grandi aziende informatiche (AMD, hp, IBM, Intel, Microsoft, Sun) ed alla quale aderiscono molte altre aziende, tra le quali le major dell'entertainment (produttori/distributori di contenuti multimediali: film, musica, ...).
Le caratteristiche principali del TC sono[1]
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I/O sicuro: le informazioni che transitano all'interno del computer sono cifrate, in maniera tale che nessun processo possa carpire le informazioni gestite dagli altri.
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Memory curtaining (separazione della memoria): l'accesso alle informazioni contenute all'interno di determinate aree di memoria è consentito soltanto ai processi a cui esse appartengono. Ogni processo può accedere soltanto ai propri dati, non a quelli degli altri.
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Sealed storage (memoria sigillata): l'accesso alle informazioni è consentito soltanto quando il sistema si trova in un determinato stato, che dipende dall'applicazione e dall'hardware. I dati possono essere acceduti solo dall'utente autorizzato che utilizza il software opportuno su una determinata macchina.
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Attestazione remota: un meccanismo di notifica dello stato di integrità del sistema verso gli altri sistemi collegati ad esso in rete. Un sistema può richiedere delle informazioni ad un altro computer che si collega ad esso, per poterlo identificare.
Il cuore dell'architettura TC è il Trusted Platform Module (TPM), un chip identificato univocamente da un coppia di chiavi asimmetriche, l'Endorsement Key (EK), che è in grado di realizzare le operazioni suddette effettuando la cifratura delle informazioni (con algoritmo RSA), firme digitali e generando automaticamente le Attestation Identity Key (AIK) cioè chiavi per il meccanismo di attestazione remota. Al momento il TPM viene saldato sulla scheda madre, ma a breve verrà integrato all'interno delle CPU, cioè nei microprocessori.
Tecnologie come Palladium o Next-Generation Secure Computing Base (NGSCB) di Microsoft, LaGrande Technology (LT) di Intel, TrustZone di ARM, Enhanced Virus Protection (EVP) o Presidio di AMD, ... sono tutte implementazioni hardware o software delle linee guida dettate dal TCG.
Il TC, comunque, non riguarda soltanto i computer, ma tutti i dispositivi digitali: cellulari, lettori DVD, lettori MP3, ...
Il TC e lo stato del sistema
Il TC ha bisogno dell'hardware e del software opportuni per mettere in atto le sue funzionalità in maniera tale che il sistema che ne risulta, dall'avvio del BIOS, sia considerato trusted.
Ovvero un PC dotato di hardware TC-compliant, BIOS TC-compliant e sistema operativo TC-compliant potrebbe essere in uno stato trusted. Se manca anche uno solo di questi elementi, oppure il proprietario disabilita certe funzionalità TC (secondo quanto espresso dalle specifiche del TCG) il sistema non sarà in uno stato trusted. Non è ancora ben chiaro in che modo un software venga riconosciuto trusted da un sistema in stato trusted.
Un sistema in stato trusted permetterà l'esecuzione anche di software non trusted, ma per certe operazioni sarà necessario che il software sia riconosciuto come trusted, altrimenti tali operazioni non saranno permesse. È il software (trusted) che effettua le chiamate a certe routine di sistema per verificare se il sistema si trova in stato trusted e quindi in caso affermativo effettua determinate operazioni.
Su un sistema non trusted, il software realizzato per utilizzare la tecnologia TC potrebbe rifiutarsi di funzionare. Se quello in questione è software libero, si può tranquillamente modificare per renderlo funzionante anche su un sistema non trusted. Ovviamente tale versione non funzionerà più a dovere sui sistemi trusted (non accederà più ai file che necessitano funzionalità TC).
Il software libero, o open source, potrebbe risultarne danneggiato al punto che potrebbe non essere possibile utilizzarlo sui sistemi TC, anche per il fatto che l'utilizzo di determinati meccanismi potrebbe essere coperto da brevetto industriale. Questo dipende molto dall'implementazione hardware e software delle specifiche del TCG.
Possibili effetti del TC
Tecnicamente, con il TC è possibile controllare il comportamento dei sistemi anche da remoto. Da quanto risulta dall'analisi effettuata da esperti nel settore informatico come Anderson, Schneier, Schoen e Stallman, i produttori hardware o software, che implementano la tecnologia TC, potrebbero utilizzare questo sistema di controllo per realizzare le seguenti operazioni:
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violazione della privacy: ogni sistema è identificato univocamente da un'apposita chiave e quindi è riconoscibile in rete;
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censura dei contenuti digitali: siti web con contenuti "non graditi" ai produttori, potrebbero non essere più visibili dai browser degli utenti; addirittura, documenti "scomodi" potrebbero essere non più accessibili neanche da parte dello stesso autore;
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comportamento anti-competitivo dei produttori: il funzionamento di alcuni software potrebbe essere privilegiato rispetto ad altri (concorrenti);
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fidelizzazione forzata dell'utente: il software potrebbe continuare a funzionare correttamente soltanto se si scaricano costantemente (magari a pagamento) aggiornamenti da Internet;
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attuazione dei meccanismi di DRM: l'utente potrebbe non essere più in grado di fruire di contenuti digitali legittimi come fa adesso; i contenuti digitali potrebbero non essere, ad esempio, visualizzabili o copiabili più di un determinato numero di volte.
Praticamente, in questo modo, il controllo del sistema passerà dal suo legittimo proprietario ai produttori e l'utente verrà considerato alla stregua di un "virus" dal quale il sistema deve difendersi.
Un altro problema è la connettività: man mano che le macchine collegate ad Internet diverranno TC-compliant, non sarà più possibile collegarsi ad esse con sistemi non trusted (per via della attestazione remota) oppure i provider stessi potranno rifiutarsi di concedere l'accesso alla rete ai sistemi non trusted.
Le specifiche TCG danno solo delle linee guida ma lasciano la libera implementazione dei meccanismi ai produttori hardware/software; le specifiche TCG indicano un insieme di funzionalità di base che il produttore può liberamente ampliare. Per di più non è del tutto ben chiaro quale sarà il comportamento dell'architettura TC.
Rimane comunque da chiarire chi stabilirà cosa deve essere considerato un virus o malware in generale, rispetto al software "buono". Un'entità esterna, come viene proposto con il TC, non può stabilire quali siano i software ritenuti non buoni per il proprietario di un sistema, ma è il proprietario stesso che deve poter prendere decisioni in merito.
È probabile che il passaggio completo alla tecnologia TC avverrà in maniera graduale, in modo da abituare gli utenti a questa nuova realtà. Quindi è possibile che in un primo momento l'utente medio non riesca ad accorgersi subito della differenza tra i sistemi TC-compliant e quelli senza TC, ma pian piano potrebbe non riuscire più a vedere il proprio filmino girato durante le vacanze, ad ascoltare dei propri file audio, a collegarsi a certi siti web, ...
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17 Apr 200950 minuti col grande Tiziano Terzani (ultima intervista)
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Riassumere la vita di Tiziano Terzani è impresa impossibile. Come lui stesso amava dire "la mia vita è stata un giro di giostra, sono stato incredibilmente fortunato e sono cambiato tantissimo".
Per questo motivo possiamo concentrare la sua biografia in due incontri fondamentali che lo hanno segnato profondamente: Angela Staude (la compagna di una vita) e l'Asia (il continente dai mille volti).
Di seguito ci siamo limitati a segnalare le tappe più importanti della sua carriera professionale unitamente ai momenti che più hanno inciso nella sua vita di uomo comune.
Le informazioni riportate sono tratte dai libri di Tiziano Terzani e Angela Staude.
1938. Tiziano Terzani nasce il 14 settembre del 1938 a Monticelli, quartiere di Firenze.
A 17 anni conosce Angela Staude, sua futura moglie (nata nel 1939 a Firenze da genitori tedeschi, padre pittore e madre architetto).
1961. Si laurea con lode in Giurisprudenza presso il Collegio Medico-Giuridico di Pisa, l'attuale Scuola Superiore Sant'Anna, frequentata grazie all'ottenimento di una borsa di studio su concorso pubblico bandito nel 1957 dallo stesso collegio.
1965. Mette piede per la prima volta in Asia, quando viene inviato in Giappone dall'Olivetti per tenere alcuni corsi aziendali.
1969. Consegue un Master in Affari Internazionali alla Columbia University di New York seguendo corsi di storia e lingua cinese. Nell'agosto dello stesso anno nasce il primo figlio, Folco. Ansioso di partire per l'Asia, rinuncia alle richieste di grandi quotidiani come "il Giorno", bussa alle porte del The Guardian e Le Monde, finendo per accettare un contratto con il settimanale tedesco Der Spiegel che lo manda a Singapore: diventa così corrispondente dall'Asia, lo sarà per 30 anni.
1971. A marzo nasce la secondogenita, Saskia.
1973. Pubblica Pelle di Leopardo dedicato alla guerra in Vietnam.
1975. È tra i pochi giornalisti al mondo a rimanere a Saigon: assiste così alla presa di potere da parte dei comunisti. Da questa esperienza nascerà Giai Phong! La liberazione di Saigon (1976). Il libro viene tradotto in varie lingue e selezionato in America come "Book of the Month".
1979. Dopo quattro anni passati ad Hong Kong, si trasferisce, sempre con la famiglia, a Pechino. Fra i primi corrispondenti a tornare a Phnom Penh dopo l'intervento vietnamita in Cambogia, racconta il suo viaggio in Holocaust in Kambodscha (1981).
1984. Il lungo soggiorno in Cina si conclude a febbraio con l'arresto per "attività controrivoluzionarie" e successiva espulsione. L'intensa esperienza cinese, con il suo drammatico epilogo, dà origine a La porta proibita (1985), pubblicato contemporaneamente in Italia, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
1985. Risiede ad Hong Kong per tutto l'anno, poi si trasferisce a Tokyo dove rimane fino al 1990, quindi a Bangkok.
1991. In agosto, mentre si trova in Siberia con una spedizione sovietico-cinese, apprende la notizia del golpe anti-Gorbacëv e decide di raggiungere Mosca. Il lungo viaggio diventerà Buonanotte, Signor Lenin! (1992), uscito anche in Germania e Gran Bretagna. Questo libro rappresenta una fondamentale testimonianza in presa diretta del crollo dell'impero sovietico e viene selezionato per il Thomas Cook Award, il premio inglese per la letteratura di viaggio. Collabora nel frattempo, già dalla metà degli anni ottanta, con diversi quotidiani e riviste italiane (Corriere della Sera, la Repubblica, L'Espresso) e con la radio e tv svizzera in lingua italiana insieme all'amico Leandro Manfrini.
1994. Si stabilisce in India con la moglie Angela Staude, scrittrice, e i due figli.
1995. Il capolavoro Un indovino mi disse (1995) è la cronaca di un anno vissuto come corrispondente dall'Asia senza mai prendere aerei: il libro ottiene un notevole successo di critica e di pubblico.
1997. A ritorno da Calcutta Terzani avverte i primi sintomi che porteranno alla diagnosi di cancro. Ad Orvieto gli viene conferito il prestigioso Premio Luigi Barzini all'inviato speciale.
1998. La sua esperienza lo accredita a livello internazionale tra i massimi conoscitori del continente asiatico: in questo anno pubblica In Asia dove descrive le multiformi realtà storiche, culturali ed economiche del continente. Un libro a metà tra reportage e racconto autobiografico.
2001. Pochi mesi dopo gli attentati dell'11 settembre e dell'attacco militare degli Stati Uniti in Afghanistan, interviene nel dibattito sul terrorismo pubblicando Lettere contro la guerra (I ed. marzo 2002), dedicate al nipote Novalis. Il libro per i suoi contenuti decisamente forti, ma onesti, viene rifiutato da tutti gli editori di lingua anglosassone. Significativa, anche se non molto conosciuta, la protesta dell'Ambasciata americana a Roma, che sottolinea la gravità di alcuni passaggi del libro. Comunque sia, per contrastare questa "censura", Terzani paga di tasca propria la traduzione del libro e la rende disponibile gratuitamente su internet nel sito del "Fun" Club, dimostrando così una libertà assoluta delle proprie opinioni.
Curiosamente proprio in India comincia a girare una copia in inglese: Terzani stesso racconterà divertito questo episodio, a riprova di come la censura non possa nulla contro la libertà di sapere, ribadendo una volta per tutte come "i fatti siano un velo dietro cui si nascondono le verità". E la sete di verità - in un mondo in piena guerra - è legittimamente tanta.
2002. Inizia il "pellegrinaggio di pace" attraverso scuole e incontri pubblici appoggiando la causa di Emergency "Fuori l'Italia dalla guerra" insieme a Gino Strada. Questo impegno civile viene documentato in due modi.
Il primo è raccolto in un volume di Federica Morrone dal titolo Regaliamoci la Pace. Una lunga conversazione con Tiziano Terzani con allegati quindici contributi per una cultura di pace tra cui spiccano il Nobel Dario Fo, Gianni Mina', Vauro, Alda Merini, Margherita Hack, Padre Zanotelli, Giulietto Chiesa ecc. (prima ediz. novembre 2002). Il secondo documento dell'impegno civile di Terzani è raccolto in un filmato che esce un mese più tardi con la nuova edizione di "Lettere contro la guerra". La vhs "Tiziano Terzani - Il kamikaze della pace" è un film-documento di circa un'ora realizzato dalla Radiotelevisione Svizzera in lingua italiana che vede la partecipazione di Jovanotti. Qui Terzani parla della sua vita, ma anche dell'attualità della guerra e dei valori di pace e civiltà che l'Uomo sta calpestando senza remore.
2004. Nel marzo 2004 pubblica Un altro giro di giostra - Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo dove parla di sé, della sua malattia e di come "vede il mondo". Il 19 aprile 2004 registra un'ultima intervista radiofonica nella sede della storica emittente fiorentina Controradio (il dialogo verrà poi raccolto in un cd allegato al mensile "Rossofiorentino").
Il 27 e 28 maggio rilascia al regista milanese Mario Zanot una lunga intervista filmata che diventerà poi un film: Anam, il senzanome.
Quattro mesi dopo (il 28 luglio), proprio mentre tutte le sue opere vengono ristampate in edizione economica, si spegne nella sua casa all'Orsigna, piccolo borgo sull'Appennino pistoiese. Ma prima di "lasciare il suo corpo", raccoglie i suoi pensieri in un lungo dialogo-diario con il figlio Folco dal titolo La fine è il mio inizio, pubblicato nel marzo 2006.
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17 Apr 2009Jack Folla - Alcatraz Un DJ nel braccio della morte - Puntata 1
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Jack Folla è un personaggio di un programma radiofonico ideato e scritto da Diego Cugia. Si tratta di un personaggio di fantasia, più precisamente di un DJ condannato a morte negli Stati Uniti d'America, al quale viene concesso di trasmettere su una radio italiana (Radio Rai 2), "la musica della sua vita" che a sua volta comprendeva dal rock più puro, alla musica italiana d'autore.
Il nome del programma condotto da questo DJ era: "Jack Folla: un DJ nel braccio della morte"; come tipologia di trasmissione è difficilmente inquadrabile, in quanto spaziava dall'attualità al monologo inframezzati, appunto, dalle "colonne sonore" della vita di Jack. Dopo la conclusione della prima serie di trasmissioni, Diego Cugia, fece il seguito intitolato "Jack Folla c'è" sempre sulla falsa riga della prima serie ma con la variante del "dopo evasione" del DJ.
Segni particolari di questo personaggio sono le dimensioni della cella di detenzione 2 metri per 3, dimensioni alle quali fa spesso riferimento durante le trasmissioni e il numero di matricola 3957. Delle tante cose dette e degli aforismi usati durante i suoi monologhi, quello forse rimasto più impresso nella memoria è: "Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo. Ma due uomini che guardano il muro è il principio di un'evasione".
Il programma radiofonico ebbe un tale successo da sbarcare sul piccolo schermo con la partecipazione di Francesca Neri con la voce fuori campo di Roberto Pedicini già voce di Jack nel programma radio.
Dal primo programma radio, sono stati tratti un libro intitolato Alcatraz. Jack Folla un DJ nel braccio della morte, edito dalla Mondadori per E.R.I.-R.A.I. Collana "I miti", con introduzione dello stesso autore datata dicembre 1998. Si tratta di un volume dal "format" inusuale, poiché anziché contenere le date di queste trascrizioni di trasmissioni radiofoniche, in principio a ciscuno di essi si trova il computo dei giorni mancanti alla esecuzione della sentenza di morte di Jack.
A seguire è stato pubblicato Jack. L'uomo della Folla, pubblicato da Mondadori per E.R.I.-R.A.I. Collana "Oscar Mondandori". Anche questa pubblicazione presenta delle caratteristiche abbastanza singolari, poiché non è suddivisa in capitoli ed è composta da missive recanti, in ordine, Titolo (che le fa somigliare a paragrafi) e a guisa di sottotitolo Data e ora. Immediatamente dopo questi due elementi, inizia il corpo della lettera ed in calce ad essa titolo ed Autore di una canzone che, per contenuto del testo o per il contesto storico in cui è stata scritta, può risultare accompagnatoria della missiva appena letta. Durante la lettura è facile evincere che si tratta di lettere spedite a posteriori della evasione da Alcatraz.
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16 Apr 2009Discorso Tipico dello Schiavo
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Trascrizione dell’articolo dal video:
Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura, è di far credere che sia l’unica cultura… invece è semplicemente la peggiore.
Bèh gli esempi sono nel cuore di ognuno… per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare.
Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta…
Mentre fino ad ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso:
“Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non ne avrò un’altra,
c’ho solo questa.. e loro mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno.. per fare cosa? come si fa in un giorno a costruire la vita?!”
Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero
perché sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire…
Deve sempre pensare, con una coscienza perfetta:
“Questi stanno rubandomi la vita, in cambio di due milioni e mezzo al mese, bene che vada,
mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile”
Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere 77 miliardi e un essere umano due milioni e mezzo al mese, bene che vada.
Secondo me, poi, siccome c’è un parametro che, con le nuove tecnologie, i profitti sono aumentati almeno 100 volte… e allora il lavoro doveva diminuire almeno 10 volte! Invece no! L’orario di lavoro è rimasto intatto. Oggi so che che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla Natura. Pensa alla cosa più bella che la Natura propone, che è quella di, mettiamo, di fare l’amore, no?!
Immagina che tu vivi in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l’amore otto ore al giorno… sarebbe una vera tortura… e quindi perché non dovrebbe essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole di fare l’amore, no?! Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana… certo c’ho il mitra alla nuca… lo faccio, perché faccio il discorso: “Meglio leccare il pavimento o morire?”
“Meglio leccare il pavimento” ma quello che è orrendo in questa cultura è che “leccare il pavimento” è diventata addirittura una aspirazione, capisci?
Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure grado a chi gli fa leccare il pavimento, capisci?
Tutto ciò è “oggettivamente” mostruoso, ma la dove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è “effettivamente” mostruoso…
“SI VABBE’ MA ORMAI E’ IRREVERSIBILE LA SITUAZIONE” [voce dell'interlocutore di AgostiNdr]
Si, tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprire, perché è il tipico dello schiavo, no?! Il vero schiavo…il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte. Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.
Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso: quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole, ci sarà sicuramente stato qualcuno come te, che gli avrà detto:
“Eh si! sono 22 secoli che tutti dicono che è il Sole che gira intorno, mò arrivi te a dire questa stronzata… e come farai a spiegarlo, a tutti gli esseri umani?” e lui: “Non è affar mio, signori…”
“Allora guarda, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell’ordine delle cose”… hai capito? Perché tutto l’Occidente vive in un’area di beneficio perché sta rubando 8/10 dei beni del resto del Mondo. Quindi non è che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina,… no.
E’ un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di Mondo e da un pò di benessere a 1/4 di Mondo, che siamo noi…
quindi, signori miei, o ci si sveglia… o si fa finta di dormire… o bisogna accorgersi che siete tutti morti…
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